Il successo dell’ Arte
Presepiale durante trecentocinquanta anni di storia
Uno dei motivi per cui l’Arte Presepiale Napoletana ha
riscosso tanto interesse e successo nel corso dei secoli sino
ad oggi, risiede nel grande valore artistico che critici ed estimatori
gli attribuiscono, forse in misura anche maggiore di tre secoli
fa. Questa “valenza artistica” è spesso riconosciuta
nella perfezione delle forme, nell’emozione generata nello
spettatore e, soprattutto, nell’operazione culturale realizzata
con la trasposizione scenografica dalla terra di Palestina alla
vita quotidiana del Regno di Napoli. I Pastori sono abbigliati
con costumi settecenteschi e le scene di vita rappresentano episodi
dell’epoca, sottintendendo che l’importanza dell’Avvento
del Cristo prescinde dal luogo e dal tempo in cui si è
verificato ed assume una importanza universalmente valida.
Fu San Francesco d’Assisi ad introdurre l’uso del
presepe nel secolo XIII, che dall’Italia si diffuse rapidamente
anche in Spagna Francia ed Austria.
Il grande sviluppo dell’Arte Presepiale avvenne però
a partire dal sec.XVII, quando i personaggi raffigurati iniziarono
ad avere un aspetto più dinamico: in un primo momento le
figure, ancora in legno, venivano mosse da giunture snodate, per
poi passare alla realizzazione di manichini in filo di ferro ricoperto
da stoppa. L’utilizzo del filo di ferro permetteva una maggiore
morbidezza delle articolazioni e quindi posizioni più naturali.
Nel ‘700 si ha l’ultima evoluzione che porterà
al modello tramandato sino ad oggi: l’altezza delle figure
si ridimensiona sui 34-40 cm. ma, soprattutto, alle teste e agli
arti in legno si sostituiscono quelli modellati in terracotta,
potendo così aggiungere all’opera una maggior finezza
espressiva.
Il massimo splendore si avrà con l’avvento di Carlo
di Borbone al trono del Regno di Napoli, quando le arti godettero
di un forte impulso e, tra di esse, l’Arte Presepiale molto
appoggiata anche da Padre Rocco (uno dei più fidati consiglieri
del Re), che aveva l’obiettivo di farne un efficace strumento
di propaganda religiosa.
Il tema e lo sviluppo della cultura del presepe ebbe un tale successo
che, ben presto, la motivazione religiosa fu sopraffatta da un
diffuso interesse artistico divenendo una sorta di divertissement
elegante e raffinato.
I temi originali tratti dal Vangelo di Luca e di Matteo vennero
rielaborati, integrati ed ampliati: ai tre momenti biblici dell’Annuncio
ai pastori, della Nascita del Bambino e del Diversorium (la taverna
in cui alla Madonna venne rifiutata l’ospitalità),
si aggiunsero molte altre piccole scene di collegamento in cui
si rappresentavano momenti di vita quotidiana dell’epoca.
Si arriva ben presto ad una totale trasposizione scenografica,
dove all’ambientazione classica Palestinese si sostituisce
la realtà quotidiana del Regno di Napoli. Come anticipato,
si tratta di una singolare e significativa operazione culturale
avviata dal presepismo dell’epoca, che tutt’ora ne
determina il grande successo, perché l’evento della
Nascita di Cristo viene universalizzato, completamente avulso
dal suo contesto identificato come una ininfluente casualità
storica.
Anche l’umile grotta francescana dove si compie la nascita,
viene sostituita con rovine di un tempio pagano, importante cambiamento
derivante dalla scoperta di Pompei.
Solo la scena dell’Annuncio mantiene la sua vena bucolica
originaria, mentre il Diversorium viene ambientato in una taverna
tipicamente napoletana, dove gruppi di popolani festeggiano chiassosamente
l’Avvento del Cristo.
Lo scenario viene qui arricchito anche con l’aggiunta di
molteplici scene e di personaggi tipici quali l’arrotino,
la zingara, il mendicante, lo storpio, il macellaio e molti altri,
dando vita ad una singolare “corte dei miracoli” a
cui si contrappone l’opulenza del mondo orientale, che sopravvive
solo nella rappresentazione dei Re Magi e del loro seguito.
I protagonisti principali del Presepe Artistico Napoletano sono
i Pastori, che si differenziano in in base ai ruoli biblici o
sociali che svolgono.
Secondo i ruoli biblici si dividono in: pastori dell’Annuncio,
della taverna, della Natività, del corteo dei Re Magi e
i Pastori di cammino.
Le attività sociali invece distinguono contadini, borghesi,
nobili, venditori ambulanti e tanti altri mestieri del tempo.