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Pulcinella

Tra i personaggi del Presepe Napoletano è spesso presente la figura di uno o più Pulcinella, una maschera teatrale napoletana le cui origini si perdono nella notte dei tempi.
La prima traccia certa risale al secolo XVI, mentre in quelli precedenti la sua storia si confonde tra altri buffoni di piazza, giullari, ciarlatani e saltimbanchi dai vari nomi.

Le origini della maschera di Pulcinella, tramandata nei secoli attraverso la comunicazione verbale della cultura popolare, è stata oggetto di differenti, quanto improbabili, congetture filologiche.
La tesi più attendibile attribuisce questa paternità ad un napoletano vissuto durante il 1400, al quale era stato attribuito l’appellativo di Pulliciniello, diminutivo di pullicino (pulcino). Secondo la satira popolare della metà del XVII secolo, era nativo di Acerra, un piccolo centro agricolo non lontano dalla Capitale.

Nonostante la vasta bibliografia esistente, è difficile ricostruire il carattere teatrale dell’antico personaggio, fino agli scritti sul Pulcinella della Commedia dell’arte del secolo XVI.
L’avvento di questa maschera segnò un importantissimo cambiamento per le rappresentazioni dell’epoca che, sino ad allora, avevano prevalentemente attinto alla tradizione comica del nord d’Italia.
La comicità napoletana presentò subito caratteri nuovi e particolari, era “libera nel gioco mimico e nella danza, più spensierata, disincantata e giuliva”…“Questo gustosissimo uomo ha introdotto una disciplinata goffaggine la quale, al primo suo apparire, conviene che la melanconia se ne fugga o almeno si concentri per longo spazio di tempo” (P.M. Cecchini).
L’arte di Pulcinella era caratterizzata da una disponibilità estrema e da un agire con sovrana apparente indifferenza, passando attraverso i casi più serrati e macchinosi come non avessero corpo. In qualsiasi situazione Pulcinella riusciva sempre a riscattarsi con la parola giusta o con la stessa invincibile assenza che era propria della sua natura, pur con una riserva che gli impedisse di impegnarsi, fino in fondo, qualunque ruolo gli toccasse sostenere.

Vile o coraggioso, mesto o gaio, sbruffone o misurato, sapiente od ignorante, furbo o sciocco, onesto o ladro, sono solo alcune delle infinite sfaccettature che si mescolano e si fondono nello stesso personaggio.
Anche per questi motivi, la figura di Pulcinella trova una collocazione ottimale nell’atmosfera festante del presepe ed ha assunto il ruolo di portafortuna, contro le tristezze della vita, sposando perfettamente il carattere fatalistico del Popolo napoletano.
La maschera napoletana ebbe una grande diffusione in tutta l’Italia ed anche in Francia, in Germania, in Inghilterra ed in Spagna (Polichinelle, Pollizenelle, Punch, don Cristobal Pulchinelo); lo testimoniano le innumerevoli iconografie da parte di artisti prevalentemente stranieri (oltre il veneziano Tiepolo, anche: Pablo Picasso, Muller, Morner, Duclere, Lindstrom e tanti altri)

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